Verifiche e valutazione: informazioni per gli studenti

Capire la valutazione, conoscere i propri diritti e assumersi le proprie responsabilità. Questa guida collega lo Statuto delle studentesse e degli studenti alle indicazioni della scuola su prove, voti e comportamento.

Lo Statuto ti riguarda ogni giorno

Il DPR 24 giugno 1998, n. 249 è lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria. Definisce la scuola come una comunità in cui si cresce attraverso lo studio, il confronto e il rispetto delle persone. Stabilisce diritti, doveri e garanzie che valgono anche quando sorgono difficoltà o contrasti.

Va letto con le modifiche successive, comprese quelle del DPR 235/2007 e del DPR 134/2025. Il regolamento d’Istituto e il Patto educativo di corresponsabilità precisano come si svolge la vita della nostra scuola, nel rispetto di questo quadro.

Articolo 2

I tuoi diritti

  • Imparare e crescere. Una formazione di qualità, attenta alla tua identità, alle tue capacità e alle diverse idee.
  • Capire le regole e le decisioni. Essere informato su ciò che riguarda la vita della scuola.
  • Comprendere la valutazione. Conoscere criteri e ragioni degli esiti, ricevendo un riscontro trasparente e tempestivo che ti aiuti a migliorare.
  • Partecipare. Dialogare sulle scelte scolastiche, proporre iniziative ed esercitare i diritti di assemblea e associazione secondo le regole previste.
  • Essere rispettato. Tutela della riservatezza e rispetto dell’identità culturale e religiosa.
  • Trovare sostegno. La scuola deve impegnarsi a creare condizioni per recuperare le difficoltà, favorire l’inclusione, rendere gli ambienti sicuri e promuovere il benessere.

Articolo 3

I tuoi doveri

  • Frequentare con regolarità e studiare con impegno. Partecipare al percorso e assolvere gli impegni di studio.
  • Rispettare tutte le persone. Dirigente, docenti, personale e compagni meritano lo stesso rispetto, anche formale, che chiedi per te.
  • Comportarti correttamente. Anche quando esprimi un dissenso o fai valere un tuo diritto.
  • Seguire le disposizioni organizzative e di sicurezza. Le regole della scuola servono anche a proteggere il lavoro e l’incolumità di tutti.
  • Usare bene spazi e strumenti. Avere cura di aule, laboratori, attrezzature e materiali senza danneggiarli.
  • Contribuire a un ambiente accogliente. La qualità della vita a scuola è una responsabilità condivisa.

Nella vita di classe
Puoi chiedere perché hai ricevuto un voto e confrontarti sui criteri. Lo fai con rispetto, ascoltando la spiegazione e portando elementi concreti. Allo stesso modo, un richiamo al comportamento deve rispettare la tua dignità.

Riferimenti · DPR 249/1998, artt. 1–3; art. 2 aggiornato dal DPR 134/2025. Gli esempi traducono i principi in situazioni quotidiane.

Come si arriva al voto in pagella

I voti sul registro raccontano che cosa hai dimostrato nelle singole prove. Alla fine del periodo il docente mette insieme questi risultati e gli altri elementi documentati del tuo percorso, formula una proposta e la presenta al Consiglio di classe, che decide il voto periodico o finale.

La media del registro non determina automaticamente il voto in pagella. Per valutare la tua preparazione contano gli apprendimenti raggiunti, quanto sono stabili, il percorso e gli esiti del recupero, secondo criteri comuni e conosciuti.

Se recupero, il miglioramento conta?

Sì. Se un argomento inizialmente incerto risulta poi acquisito e lo dimostri in più occasioni, il docente può riconoscerlo nella proposta di voto. Un’insufficienza iniziale non rende irrilevante un recupero effettivo.

Allo stesso tempo, un solo voto recente non cancella automaticamente tutti i precedenti. Andare bene su una parte del programma non dimostra, da solo, che siano stati raggiunti anche gli altri obiettivi. La valutazione finale tiene conto del percorso dell’intero anno.

Due studenti con la stessa media possono avere voti diversi?

Sì, perché la stessa media può riassumere preparazioni e percorsi diversi. La valutazione deve comunque trovare riscontro negli apprendimenti dimostrati e nei criteri adottati. Hai diritto di comprenderne le ragioni.

E se parto già da una preparazione molto buona?

Va riconosciuta per quello che vale. Anche chi va bene deve avere occasioni per crescere, approfondire, fare collegamenti, affrontare problemi nuovi e ragionare con precisione e autonomia. L’obiettivo è saper usare ciò che studi anche quando la domanda cambia.

Questo chiarimento riguarda i voti delle discipline. Restano fermi i calcoli previsti per altri fini, come l’attribuzione del credito scolastico.

Scritto, orale e verifiche

Che cosa cambia tra uno scritto e un orale?

In una prova scritta produci risposte o elaborati per iscritto, anche al computer. In una prova orale la prestazione è resa a voce. Entrambe possono contribuire alla valutazione della materia, ma fanno osservare capacità diverse.

Per capire come esponi e interagisci oralmente servono anche occasioni di parlato, per esempio colloqui, presentazioni o discussioni guidate. Un questionario scritto non basta, da solo, a documentare queste capacità.

Uno scritto “valido per l’orale” conta nei limiti delle prove scritte?

La modalità effettiva resta scritta. Chiamarlo “valido per l’orale” non permette di superare i limiti giornalieri delle prove scritte previsti dall’Istituto. Restano le distinzioni stabilite dalla scuola per esercitazioni e altre attività formative.

I voti scritti e orali hanno un peso fisso?

La colonna del registro non assegna, da sola, un peso prestabilito. Una prova breve e un’attività complessa possono dare informazioni diverse. Il docente le considera in rapporto agli obiettivi e ai criteri adottati.

Ogni attività deve avere un voto? Basta raggiungere un certo numero di voti?

Non ogni attività deve necessariamente ricevere un voto numerico. Possono esserci punteggi, livelli o indicazioni utili a capire come stai lavorando. Servono comunque elementi sufficienti e documentati per valutare i diversi apprendimenti, secondo i criteri dell’Istituto. Un numero di voti, da solo, non garantisce che tutti gli obiettivi siano stati osservati.

Quando conoscere il voto e capire gli errori

La restituzione serve a capire che cosa hai acquisito, dove incontri difficoltà e come proseguire. Devi poter conoscere i criteri e comprendere come sono stati applicati alla tua prova.

  • Per l’orale, l’indicazione organizzativa dell’Istituto prevede che il voto sia comunicato alla fine dell’attività e registrato nella stessa giornata.
  • Per lo scritto, i tempi di correzione e restituzione dipendono dalla natura dell’attività e dalle indicazioni della scuola. Devi poter conoscere la prova corretta e comprenderne la valutazione.
  • Se uno scritto è registrato come “orale”, il riferimento per l’inserimento è il giorno della restituzione e della comunicazione dell’esito. Nell’annotazione va indicata la data effettiva della prova.

Se sei assente alla restituzione alla classe, è preferibile inserire quel voto quando anche a te vengono restituita la prova e spiegato l’esito, normalmente alla prima occasione utile. Se invece eri assente alla prova, non può esserti attribuito il risultato di un’attività che non hai svolto. In caso di assenza prolungata, il docente individua una modalità accessibile e tempestiva per la restituzione.

Le valutazioni devono essere documentate anche per le prove orali e pratiche. La circolare raccomanda griglie o schede compilate, nel rispetto delle modalità deliberate dalla scuola. La mancanza di una griglia non annulla automaticamente un voto.

Voti delle materie, comportamento e sanzioni

Il voto di una materia serve a valutare ciò che conosci e sai fare. Non può essere usato per punire un comportamento scorretto. Le regole restano da rispettare e le infrazioni si affrontano attraverso gli strumenti previsti per il comportamento e la disciplina.

Se dimentico il materiale, disturbo o arrivo in ritardo?

Il docente interviene sul comportamento. Questi fatti, da soli, non giustificano un’insufficienza nella materia o l’abbassamento del voto di una prova già valutata.

Se non consegno un compito o lo consegno in ritardo?

L’accaduto va documentato e, se si ripete, comunicato anche alla famiglia. Se manca una prestazione valutabile, può comparire “Non valutabile” o una dicitura simile, senza valore numerico e con una spiegazione riferita a quell’attività. Non equivale automaticamente a un’insufficienza o al voto finale.

Un lavoro valutabile, anche consegnato in ritardo, viene considerato secondo i criteri comunicati. La capacità di organizzare il lavoro e gestire il tempo può essere un obiettivo della prova, se pertinente, spiegato prima e concretamente osservabile. Non si sottraggono automaticamente punti per il solo ritardo nella consegna.

Se rifiuto la prova o faccio “scena muta”?

Quando manca una prestazione valutabile, il docente documenta l’accaduto e distingue la condotta dagli apprendimenti effettivamente accertati, predisponendo quando necessario altre occasioni di verifica.

La “scena muta” durante un’interrogazione non significa però automaticamente “non valutabile”. Se le domande sono pertinenti e comprensibili, il tempo è adeguato e non dimostri le conoscenze e abilità richieste, la prestazione può ricevere anche il voto minimo previsto dalla griglia. Il docente deve considerare le misure di PEI e PDP e le situazioni di malessere o blocco che possono impedire una verifica attendibile.

Che cosa succede se viene accertata una copiatura?

Il docente interrompe la condotta, documenta quanto accertato e ascolta le tue spiegazioni. Se l’elaborato non è attendibile, può annullarlo ai fini della valutazione e prevedere un nuovo accertamento.

Può anche proporre un colloquio orale immediato, se le condizioni lo consentono e se è adatto a verificare quegli apprendimenti. Se occorre una produzione scritta o mancano condizioni adeguate, sceglie un’altra prova o un altro momento. Il voto riguarda la prestazione sostitutiva effettivamente svolta. L’eventuale sanzione disciplinare segue le proprie regole.

Il voto di comportamento è deliberato dal Consiglio di classe secondo i criteri dell’Istituto e le disposizioni vigenti. Non deriva dalla sola conta delle note e, a fine anno, considera l’intero percorso annuale. Anche l’educazione civica ha obiettivi di apprendimento propri e non è un secondo voto di condotta.

Capire come fare un passo avanti

Le prove e la valutazione devono rispettare le misure previste da eventuali PEI e PDP. Criteri chiari e riscontri comprensibili aiutano ciascuno a riconoscere i propri risultati e ciò che deve ancora consolidare.

Dopo una prova, può essere utile chiedere che cosa hai dimostrato di saper fare, quale difficoltà emerge e su che cosa lavorare per migliorare. Nel suggerimento conclusivo della circolare, il Dirigente invita proprio a usare la restituzione per rendere più consapevole il percorso di apprendimento.

Se una regola viene violata

L’articolo 4 dello Statuto prevede conseguenze educative per le infrazioni e garanzie per lo studente. Il regolamento della scuola indica le mancanze, le sanzioni, chi le può adottare e il procedimento da seguire.

  • La responsabilità è personale. Prima di una sanzione devi essere invitato a esporre le tue ragioni.
  • Puoi esprimere un’opinione. Il dissenso manifestato correttamente, senza ledere le altre persone, non può essere sanzionato.
  • Le sanzioni devono essere proporzionate. Hanno finalità educativa, sono temporanee e graduali, tengono conto della situazione personale e, per quanto possibile, della riparazione del danno.
  • La condotta non si punisce con il voto della materia. Le infrazioni incidono sulla valutazione del comportamento, secondo le regole applicabili.

Le modifiche del 2025 prevedono, per l’allontanamento dalle lezioni fino a due giorni, attività di approfondimento svolte a scuola; per periodi superiori a due giorni e fino a quindici, attività di cittadinanza solidale secondo le modalità previste dalla normativa. La sanzione conserva quindi una finalità educativa e di responsabilizzazione.

Se ritieni ingiusta una sanzione

L’articolo 5 consente a chi ha interesse di presentare ricorso all’organo di garanzia interno entro 15 giorni dalla comunicazione della sanzione. L’organo decide entro 10 giorni e interviene anche nei conflitti sull’applicazione dello Statuto. Le modalità concrete sono quelle del regolamento d’Istituto. Il termine di 15 giorni qui indicato riguarda le sanzioni disciplinari; non è una procedura generale per chiedere un voto diverso.

Riferimenti · DPR 249/1998, art. 4, aggiornato dal DPR 134/2025; art. 5, come sostituito dal DPR 235/2007.

Il Patto educativo e il rispetto anche online

Il Patto educativo di corresponsabilità, previsto dall’articolo 5-bis, esplicita gli impegni di scuola, studenti e famiglie. È un riferimento concreto per il rapporto educativo.

Le modifiche del 2025 richiedono collaborazione tra scuola e famiglie per far emergere bullismo, cyberbullismo, uso o abuso di alcol e sostanze e altre dipendenze. Il Patto deve inoltre precisare le attività formative e informative, con particolare attenzione all’uso sicuro e consapevole della rete.

Se subisci o osservi episodi preoccupanti, parlarne con un docente, con il coordinatore o con il Dirigente può aiutare la scuola a intervenire. Questa è un’indicazione pratica per chiedere aiuto. Il rispetto delle persone riguarda anche messaggi, chat, immagini e contenuti condivisi online.

Riferimenti · DPR 249/1998, artt. 2, comma 8, e 5-bis, aggiornati dal DPR 134/2025.

Se qualcosa non ti è chiaro

Per un dubbio sulla valutazione, un confronto sul caso concreto è spesso il primo passo utile.

  1. Individua il punto. Un criterio poco chiaro, un errore nella registrazione, una prova non restituita o un problema nella programmazione delle verifiche richiedono chiarimenti diversi.
  2. Chiedi al docente. Porta la prova o l’annotazione e spiega quale passaggio non comprendi. Puoi domandare quali elementi hanno determinato l’esito e come migliorare.
  3. Se il problema resta, chiedi un confronto alla scuola. Puoi rivolgerti al coordinatore o al Dirigente, descrivendo fatti e date. Per questioni comuni alla classe possono essere utili i rappresentanti.

Questi sono suggerimenti per il dialogo. Non sostituiscono le garanzie previste dallo Statuto e non sospendono i termini per un eventuale ricorso contro una sanzione disciplinare.

Leggere le fonti

Per la valutazione, questa guida segue la circolare dell’Istituto del 20 ottobre 2026. Per diritti, doveri e garanzie fa riferimento allo Statuto e alle modifiche indicate di seguito.

Fonti istituzionali consultate il 20 ottobre 2026. La guida ha funzione esplicativa; restano di riferimento i testi normativi, la circolare e i regolamenti dell’Istituto.