Comunicato stampa mobility manager delle scuole di Verona
La mobilità scolastica si misura quando la scuola è aperta – le piste ciclabili
saranno utili a tutti.
Siamo Mobility Manager di alcune scuole veronesi, dall’infanzia alle superiori, e ogni giorno ci confrontiamo con una questione molto concreta: come permettere a migliaia di studenti e studentesse di raggiungere la propria scuola in sicurezza.
Il nostro ruolo nasce proprio da questa esigenza. La normativa affida al Mobility Manager il compito di promuovere una mobilità più sostenibile negli spostamenti casa-scuola, lavorando insieme alle istituzioni, alle aziende di trasporto e a tutta la comunità scolastica. A Verona, da almeno 15 anni, questo per noi ha significato incontrare assessori, tecnici comunali e Polizia Municipale per segnalare criticità, discutere soluzioni e cercare di migliorare concretamente i percorsi degli studenti e delle famiglie che li accompagnano.
Perché il problema è sotto gli occhi di tutti, soprattutto negli orari di ingresso e uscita dalle scuole.
Pensiamo, ad esempio, all’area di Piazza Cittadella e Piazza Pradaval, dove sono concentrati sei istituti — Agli Angeli, Montanari, Messedaglia, Stimate, Ferraris e Seghetti — frequentati complessivamente da circa 6-7 mila studenti. Ogni mattina, in poco più di mezz’ora, migliaia di persone devono raggiungere quelle scuole.
In una situazione simile, ogni automobile in più significa maggiore congestione. E quando il traffico aumenta, ne risentono tutti: gli autobus diventano più lenti, attraversare la strada diventa più difficile, i percorsi in bicicletta risultano meno sicuri e anche chi si muove a piedi deve affrontare situazioni più caotiche.
È da questa realtà che dovrebbe partire la discussione sulla mobilità cittadina.
Da anni chiediamo di creare condizioni che permettano a studenti e studentesse di andare a scuola autonomamente, a piedi, in bicicletta o con il trasporto pubblico. Non perché l’automobile debba essere demonizzata, ma perché una città non può affrontare ogni mattina migliaia di spostamenti scolastici affidandosi quasi esclusivamente alle auto private.
Per cambiare abitudini, però, servono alternative. E devono essere alternative sicure, riconoscibili e realmente utilizzabili.
Ma serve anche un cambio di mentalità. Non possiamo pensare che nuove infrastrutture o nuove modalità di spostamento producano risultati immediati. Modificare abitudini consolidate richiede tempo, soprattutto quando riguarda il modo in cui ogni mattina accompagniamo i nostri figli a scuola. Solo attraverso un cambiamento progressivo delle abitudini e una maggiore disponibilità a sperimentare alternative all’auto privata sarà possibile vedere risultati davvero significativi sulla mobilità cittadina.
Per questo crediamo che anche le nuove piste ciclabili e le modifiche alla viabilità debbano essere giudicate sulla base della loro effettiva funzionalità, non prima ancora che possano essere utilizzate pienamente. Un’infrastruttura nuova ha bisogno di essere conosciuta, sperimentata e valutata nel tempo. E agosto, con le scuole chiuse e una parte consistente del traffico cittadino assente, difficilmente può rappresentare il momento migliore per stabilire se una soluzione destinata soprattutto alla mobilità scolastica funzioni oppure no.
Questo non significa sostenere che ogni intervento sia necessariamente giusto o che non possa essere migliorato. Al contrario: la viabilità va monitorata e le scelte devono poter essere corrette quando i fatti dimostrano che qualcosa non funziona.
Ma proprio per questo riteniamo importante che il confronto sia basato sui dati e sull’esperienza quotidiana di chi quella viabilità la vive.
Come Mobility Manager non siamo chiamati a difendere una parte politica né una specifica amministrazione. Il nostro compito è molto più semplice: raccontare alle istituzioni quello che vediamo ogni giorno davanti alle scuole e contribuire a trovare soluzioni che rendano gli spostamenti più sicuri e sostenibili.
Per questo pensiamo che la domanda da porsi non sia se una pista ciclabile sia, in astratto, “utile” o “inutile”. La domanda è se riesca a offrire a un ragazzo o a una ragazza una possibilità concreta e sicura di andare a scuola senza essere accompagnati in automobile oppure a genitori e nonni di accompagnare i piccoli su percorsi sicuri.
E per rispondere a questa domanda occorrono tempo, osservazione e dati, ma anche la
disponibilità di tutti a modificare, almeno in parte, le proprie abitudini.
Lasciamo quindi che siano la riapertura delle scuole, l’utilizzo effettivo delle nuove infrastrutture e l’esperienza quotidiana di studenti e famiglie a dirci cosa funziona e cosa invece deve essere cambiato. Noi come Mobility Manager ci impegneremo a monitorare l'impiego delle nuove piste ciclabili da parte degli studenti e le ricadute positive in termini di entrata e uscita dai principali poli scolastici interessati.
Perché l’obiettivo, alla fine, non è avere più piste ciclabili o meno automobili come risultato politico.
L’obiettivo è avere meno traffico, più sicurezza sulle strade per grandi e piccini e maggiore autonomia per i nostri studenti e le nostre studentesse.
Verona, 28 agosto 2026
I Mobility Manager delle scuole di Verona
Maddalena Comparini – MM Istituto L. Mondin
Libera Totaro – MM Liceo S. Maffei
Giorgia Vesentini – MM Istituto Tecnico L. Einaudi
Massimo Perobelli – MM Liceo A. Messedaglia
Emanuela Palermo – MM Liceo G. Fracastoro
Davide De Micheli – MM Istituto Professionale G. Giorgi
Stefania Barbieri - MM Istituto Tecnico Lorgna -Pindemonte
Laura Allegrini - MM Istituto Comprensivo 8 CENTRO storico
Maria Luisa Albertini – MM Istituto Tecnico G. Marconi
Saverio Tribuzio - MM Liceo Artistico di Verona
Andrea Sellaroli - MM Educandato Statale Agli Angeli
Lucia Lunardon – MM Istituto Tecnico Marco Polo
Fabrizia Graziani – ex MM Liceo Messedaglia
Paola Salazzari – ex MM Educandato Statale Agli Angeli
Antonella Menegazzi – ex MM Istituto Professionale G. Giorgi
