"MENECMI" di Tito Maccio Plauto con Massimo Venturiello
regia di Cristiano Roccamo
una produzione Teatro Europeo Plautino
TEATRO ROMANO DI VERONA
15 SETTEMBRE 2019 ore 21.00

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Dopo secoli Tito Maccio Plauto torna al Teatro Romano come proposta culturale a latere della rassegna teatrale dell’Estate Teatrale Veronese per un’idea di Giulia Cortella, professoressa di lettere al Liceo Fracastoro di Verona, ed il supporto tecnico ed organizzativo di Cristiano Roccamo, direttore artistico del Plautus Festival di Sarsina (FC), con il patrocinio ed il contributo del Comune di Verona, dell'Assessorato alla Cultura, guidato dall’avv. Francesca Briani, di AGSM Verona S.p.a., Fondazione Giorgio Zanotto e Cima Vending.

Verrà portato in scena il capolavoro di Tito Maccio Plauto “Menecmi”, la divertente commedia degli equivoci con protagonisti due gemelli, con Massimo Venturiello, una produzione Teatro Europeo Plautino per la regia di Cristiano Roccamo.

“L’intento - spiega Giulia Cortella - è quello di completare l’offerta della produzione classica al Teatro Romano di Verona e di offrire al pubblico un'opportunità unica di incontro con la commedia di Plauto, uno dei massimi autori della letteratura latina e fondatore del teatro moderno. E' inoltre prevista per gli studenti una riduzione speciale con l'obiettivo di favorire la riscoperta del teatro plautino e per avvicinarli al patrimonio classico della cultura europea”.

LINEE GUIDA DEL PROGETTO

Il progetto, rivolto alla cittadinanza, ma soprattutto al mondo della scuola e dell’università, riguarda la rappresentazione di una commedia di Plauto al Teatro Romano da parte della compagnia del Teatro Europeo Plautino, compagnia ufficiale del Plautus Festival di Sarsina (FC), da anni impegnata nella riscoperta e valorizzazione del teatro classico e plautino in particolare. L’obiettivo principale è quello di avvicinare i ragazzi al teatro classico, patrimonio culturale i cui valori universali sono sempre attuali e rimandano ad un mondo che ancora ci parla attraverso i secoli e non ha perduto la sua freschezza e la sua vitalità. Molti giovani non sono mai venuti ad assistere ad uno spettacolo al Teatro Romano, quindi la proposta li avvicina alle testimonianze cittadine del passato attraverso contenuti gioiosi e spensierati.

La rappresentazione è in programma domenica 15 settembre, la sera successiva della tragedia “Elena” di Euripide della “Fondazione Inda” di Siracusa. Tragedia e commedia antiche, quindi, vengono associate e ritornano sulla scena una dopo l’altra, in modo da bilanciare, tra dramma e comicità, la proposta culturale estiva del Teatro Romano. Garanzia artistica dell'operazione è rappresentata dal successo che ogni anno riscuotono gli spettacoli della compagnia, coinvolgendo oltre 25.000 spettatori in tutta Italia, in grandissima parte studenti degli istituti di Istruzione Superiore grazie al progetto “Plauto nelle scuole”. Lo spettacolo debutterà domenica 21 luglio all'interno del 59° Plautus Festival e vede Massimo Venturiello nei panni dei due gemelli, Menecmo I e Menecmo II. Questa collaborazione risulta la prima edizione di una proposta che verrà accolta nel cartellone dell’Estate Teatrale Veronese dal prossimo anno in poi.

L'idea di Giulia Cortella, docente del Liceo “G. Fracastoro” di Verona, è quella di riportare, dopo secoli, la commedia romana antica al Teatro Romano, mai proposta finora a Verona. “Ciò significa recuperare la commedia antica che, per la ricchezza espressiva del dialogo, il carattere dei personaggi e la comicità delle situazioni, continua a divertire anche dopo duemila anni e non è mai stata proposta né rappresentata a Verona dai tempi antichi”. La realizzazione del progetto è affidata a Cristiano Roccamo direttore artistico del Plautus Festival, che prosegue così il suo impegno di valorizzare, sul territorio nazionale, la commedia plautina.

TESTO DI PRESENTAZIONE:

Tito Taccio Plauto nacque nel 250 a. C. a Sarsina, una cittadina sulle colline in provincia di Forlì - Cesena, e compose più di cento commedie, di cui solo ventuno sono giunte fino a noi. Si chiamano “palliate”, dal nome del “pallio”, corto mantello usato dai greci che furono gli inventori della commedia cui Plauto si ispira, perché i fatti si svolgono in città greche con personaggi greci. Ciò garantiva a Plauto una maggiore libertà espressiva ed un effetto esotico di maggior risalto nel tempo in cui Roma, dopo la conquista della Magna Grecia, combatteva la seconda guerra guerra punica contro Annibale per la supremazia sul Mediterraneo, a cui sarebbe seguita la vittoria sulla Grecia stessa.

La grandezza di Plauto sta nella straordinaria comicità delle situazioni e nella poliedrica creatività verbale: i Menecmi sono due gemelli che verranno confusi in continuazione sulla scena della città di Epidamno (colonia greca fondata dai Corinti, oggi Durazzo in Albania) creando equivoci e scambi di persona esilaranti. Il tema del doppio che essi introducono diventerà topos letterario che attraverserà i secoli: dal recupero del testo compiuto da Ariosto ne “I Supposti” e da Bernardo Dovizi con la sua “Calandria”, alla “Commedia degli equivoci” di William Shakespeare fino ai “Due gemelli veneziani” di Carlo Goldoni per arrivare poi alla narrativa di Stevenson, Wilde, Pirandello e molti altri importanti autori.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 06/09/2019 - Articolo visualizzato 89 volte